La parola ai lettori

La lettura, una passione scoperta o ritrovata

Il Premio Azzeccagarbugli conferma la sua peculiarità, ospitando le riflessioni dei lettori che, nel corso delle passate edizioni, hanno fatto parte della Giuria popolare.

Ancora una volta, SABATO 10 LUGLIO, 100 lettori volontari di diversa estrazione professionale avranno il compito di nominare il vincitore dell’Azzeccagarbugli che verrà premiato venerdì 1 ottobre.

«partecipare alla giuria popolare del premio Azzeccagarbugli è stato nel contempo una sfida e un piacere. Una sfida per l’impegno richiesto e se c’è un suggerimento che mi sento di dare è proprio questo: mettere a disposizione dei giurati i testi selezionati qualche settimana prima aiuterebbe una lettura più “distesa”.

E’ stato un piacere: la lettura “accostata” della narrazione di storie, stili narrativi, intrecci psicologici, sensibilità esistenziali tanto diversi ma  sempre ricchi è stata stimolante sul piano intellettuale ma anche emotivo.

Grazie al Premio che mi ha dato la possibilità di fare questa esperienza».

Aurelio Mosca, giurato edizione 2008

«Per me, che divoro gialli, è stata una bellissima esperienza. Emozionante la lettura delle votazioni in diretta e soprattutto conoscere i giurati e gli scrittori presenti. Unico neo, poter fare il giudice popolare solo ogni tre anni. SIETE GRANDI».
Elena Cristina Grassi, giurata edizione 2008

Una sfida per l’impegno richiesto: il tempo a disposizione per la lettura dei testi in concorso è veramente ristretto e se c’è un suggerimento che mi sento di dare è proprio questo: mettere a disposizione dei giurati i testi selezionati qualche settimana prima aiuterebbe una lettura più “distesa”.

E’ stato un piacere perché la lettura è sempre un piacere, la lettura “accostata” della narrazione di storie, stili narrativi, intrecci psicologici, sensibilità esistenziali tanto diversi ma  sempre ricchi è stata stimolante sul piano intellettuale ma anche emotivo.

Grazie al Premio che mi ha dato la possibilità di fare questa esperienza.

Aurelio Mosca

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Paolo Roversi, L’uomo della pianura

Paolo Roversi, L'uomo della pianura, Mursia

Milano, anni Settanta. In cella, a San Vittore, un ragazzo poco più che ventenne muove i primi passi nel mondo del crimine. La dura realtà del carcere e le sue leggi spietate lo plasmano, trasformandolo in colui che tutti, con timore e rispetto, impareranno a chiamare Hurricane.

All’uscita dall’università del Quarto Raggio, viene assorbito con facilità nei meandri e negli intrighi della Milano di pericolose bande criminali: bische clandestine, partite di eroina, rapimenti e giochi di potere fra i boss che tengono la città sotto scacco a colpi di calibro 9.

Una nuova complessa indagine impegna Enrico Radeschi, giornalista di nera e hacker, che, in sella alla sua inseparabile Vespa gialla del ’74, dovrà vedersela con omicidi e sparatorie tra la Bassa Padana e la Milano nera di ieri e di oggi, affrontando con coraggio e sagacia un criminale spietato e senza scrupoli, considerato il nemico pubblico numero uno.

Enrico Musso, Amaurosi

Enrico Musso, Amaurosi, Il Molo

Alla fine dell’inverno, a Genova, Cambridge, Parigi, e in un’isola della Costa Azzurra, si intrecciano le vicende di tre personaggi: Tommaso, professore universitario con l’hobby della politica; Raffaele, capitano dei carabinieri alla sua prima indagine importante; Sebastian, giovane organista cieco impegnato in una tournée di concerti e nell’incisione di un disco.

Non si sarebbero mai incontrati. Ma un evento drammatico mette ciascuno sulla strada degli altri, giorno dopo giorno, fino alla soluzione finale che si dipana ai margini di una diretta televisiva. La società in cui tutti e tre si muovono è in cerca di verità facili e spiegazioni spettacolari. Ma un quarto personaggio sarà il segno di contraddizione, la risposta che ciascuno dei tre stava cercando. Alla fine, niente è come era apparso ai tre protagonisti, e, attraverso le loro narrazioni, al lettore.

Mariella de Antoni Segantini, Una cioccolata troppo amara

Mariella de Antoni Segantini, Una cioccolata troppo amara, M.d.A Edizioni

Melissa von Gutthemberg, un’affascinante e giovane signora, vive sola dopo un divorzio difficile in una bella casa di Milano.

Durante un soggiorno in una Beauty Farm nella Foresta Nera, conosce un ricco industriale della moda, Andrea Salbini, che, invaghitosi di lei, le offre un lavoro di stilista nella sua ditta di Milano. Melissa accetta.

Prima di ritornare a casa, trascorre alcuni giorni a Monaco di Baviera, ospite della cugina Aghata Fischer Tyle che non vedeva da quando, la figlia Marion Tyle, venne trovata senza vita nel parco dell’Università di Boston.

Ritornata a Milano viene coinvolta in misteriosi segreti dall’amica Valeria Passetti e teme di essere in pericolo.

Zoran Drvenkar, Sorry

Zoran Drvenkar, Sorry, Fazi

Sembra non ci sia mai il tempo di fermarsi e chiedere perdono. Le responsabilità mancate finiscono così col languire nella nostra zona grigia, pronte a mordere quando crediamo siano finalmente prescritte, dimenticate. «Sorry» è il nome di un’agenzia che offre un servizio proprio in questi casi: un servizio che fa sì che qualcun altro bussi alla porta delle vittime delle nostre piccole crudeltà e per nostro conto chieda scusa, risarcisca, chiuda la partita ancora in corso. La parcella andrà pagata poi a Kris, Wolf, Rauke e Tamara, quattro giovani berlinesi che, in una sera come tante, hanno confezionato l’idea. Un pensiero banale ma che risveglia la cattiva coscienza di molti. In breve, le richieste si moltiplicano e la vita cambia: i quattro entrano in un giro d’affari che permette loro di acquistare un’ elegante villa ai margini della capitale, sulle sponde di un lago.  Ma non ci si può liberare per conto terzi di una colpa; né è possibile capire da dove, realmente, quella stessa colpa abbia avuto inizio. Nell’attimo stesso in cui i quattro si ritrovano davanti al corpo martoriato di una donna sono già in trappola, costretti in un percorso orchestrato per confonderli e farli cadere; e in cui ogni  mossa è già un errore, ogni tentativo di liberarsi una morsa che non dà pace. Dalla necessità di capire chi sia l’artefice di una tale violenza, perché abbia ucciso e perché abbia bisogno dei loro servizi “d’agenzia”, parte un filo che si snoda lungo un labirinto costellato di impossibili vie d’uscita. Sorry è un impeccabile, agghiacciante gioco di scatole cinesi nel quale ogni personaggio smarrisce  il confine tra quel che è e quel che appare; e la linea di distinzione tra la vittima e il carnefice diviene labile e ingannevole, come un riflesso d’acqua.

Veit Heinichen, La calma del più forte

Veit Heinichen, La calma del più forte, e/o

Una tersa mattina di dicembre, durante una gita in bicicletta sul Carso, l’ispettrice di polizia Pina Cardareto viene aggredita da un cane da combattimento, che scompare improvvisamente nel nulla. Qualche giorno dopo, il commissario Proteo Laurenti, di ritorno a Trieste da una conferenza sulla sicurezza per l’ingresso della Slovenia nell’area Schengen, si ritrova involontariamente sulla scena di un delitto: a pochi metri da lui, Marzio Manfredi, un imbalsamatore di animali triestino che vive accampato come un barbone in un rifugio di fortuna sul Carso, viene ritrovato morto, strangolato da un cappio di metallo. I due eventi, apparentemente non collegati l’uno con l’altro, sembrano però condurre su una pista comune. Tutto ruota infatti attorno alla figura di Goran Newman, noto come «Duke», misterioso uomo d’affari che opera nel campo della speculazione finanziaria con enormi traffici di denaro di dubbia provenienza: l’imprenditore sembra essere il bersaglio di un attentato organizzato dal gruppo irredentista «Istria liberta, Dalmazia nostra», che vede coinvolto anche il defunto Manfredi e altri soci implicati in giri poco puliti – tra cui l’organizzazione di incontri clandestini tra cani da combattimento. A complicare ulteriormente la situazione, mentre la squadra di Laurenti indaga, il braccio destro del commissario, Pina, intreccia una relazione sentimentale con Sedem, il figlio di Duke, un ragazzo costretto su una sedia a rotelle, accorso in aiuto dell’ispettrice durante l’incidente sul Carso…

Valerio Varesi, Il commissario Soneri e la mano di Dio

Valerio Varesi, Il commissario Soneri e la mano di Dio, Frassinelli

Sotto il ponte più antico di Parma, il cadavere di un uomo affiora dalla riva melmosa. È stato assassinato, e poi gettato in acqua chissà dove, finché la corrente non l’ha portato lì. Il commissario Soneri, incaricato delle indagini, si affida come sempre all’istinto e raccolti i primi, labili indizi, decide di risalire il fiume. In un freddo, piovoso pomeriggio di gennaio, il suo tragitto a ritroso lo conduce in un borgo isolato dell’Appennino, vicino a un passo percorso un tempo da mercanti e pellegrini e ora battuto da ambulanti extracomunitari, ma anche da “spalloni” della droga. I paesani parlano poco e malvolentieri, l’ostilità verso l’intruso, perdipiù sbirro, è palese, tuttavia Soneri arriva a scoprire in fretta l’identità della vittima – un ricco e temuto imprenditore del posto – e a legare il suo nome a un pesante scontro di interessi sul futuro di quelle montagne. Col passare dei giorni l’inchiesta si fa sempre più inquietante, mentre il commissario cerca, letteralmente, di trovare la pista giusta fra sentieri impervi che si perdono in un paesaggio intatto di neve, alberi e acqua. In questo scenario che lo affascina e insieme lo turba, s’imbatte in alcuni bizzarri personaggi, raccolti in una sorta di “comunità dei boschi”, e in uno scomodo prete dalla fede eversiva, confinato per punizione in quel luogo dimenticato da Dio…